Arte del tempo

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"Ricordati che qui contiam in due:

le ore mie tu conti,

ed io le tue !"

Motto trascritto da orologio solare del 1300

 

L'orologio meccanico è stato la prima macchina della storia dell'umanità.

Per evidenziare immediatamente l'importanza che la scienza degli orologi meccanici ha rivestito nella storia dell'umanità riportiamo di seguito la prma frase da cui prendo avvio la sezione dedicata all'orologeria della ENCYCLOPEDIE di Diderot e D'Alambert (Francia 1751-1772) , il capolavoro dell'illuminismo francese:

 

"L'orologeria può essere considerata come la scienza dei movimenti; poichè grazie ad essa, il tempo, lo spazio e la velocità vengono misurati con essattezza e, di conseguenza, tutte le scienze che hanno un rapporto con il movimento le sono in qualche modo subordinate."

 

Prendiamo come valida la citazione di Giuseppe Brusa, illustre orologiaio e storico contemporaneo di orologeria antica che ci offre una definizione dell'orologio meccanico:

 

"L'orologio meccanico è una macchina in cui un peso o una molla muove una successione di ruote dentate che agiscono su un congegno di distribuzione governato da un regolatore. Il moto uniforme di tale macchina è sincronizzato al tempo medio e un quadrante o una suoneria ne indicano il progresso"

 

Gli studiosi concordano nel ritenere che la nascita dei primi orologi meccanici non sia anteriore al 1300.

Il tracciato della nostra storia inizia proprio in Italia, con il manoscritto compilato nel 1364 da Giovanni de Dondi.

Il manoscritto descrive nei minimi dettagli la costruzione di un orologio astronomico di nuovissima concezione. E' la prima traccia documentata di uno studio profondo sulla meccanica d'orologeria e noi italiani siamo stati i pionieri ! La dovizia di particolari con cui Giovanni descriveva il suo orologio, indicando persino le dimensioni dei vari pezzi,ne hanno consentito una ricostruzione fedele operata da un orologiaio milanese, Luigi Pippa. tale orologio ora si trova nel Museo delle Scienze di Milano.

Eccolo in tutto il suo splendore.

 

riproduzione dell'astrario del dondi

 

In Europa il primo passo verso la misurazione meccanica del tempo fu' operata dagli ordini religiosi. Questi primi rudimentali orologi erano essenzialmente degli allarmi funzionanti a pesi. La novità di rilievo era costituita dal meccanismo che evitava la caduta libera dei pesi dividendone il percorso in intervalli regolari.

Questo congegno, relativamente semplice che è passato quasi inosservato nel turbinio della storia, fu chiamato scappamento, termine che indicava la sua funzione di regolazione della fuga in avanti dei pesi attraverso il blocco e la liberazione successiva e alternata. In tal modo la forza motrice veniva regolata.

Questa invenzione ha rivoluzionato il nostro modo di concepire il passare del tempo da un flusso di materia (clessidre ad acqua o sabbia, ombre, ecc.) al ticchettio uguale e costante dello scappamento.

Il primo vero e proprio quadrante sembra sia stato inventato in Italia, nel 1344, ad opera di Jacopo Dondi da Chioggia, padre del già citato Giovanni.

Di notevole importanza per lo sviluppo dell'orologeria fù il contributo offerto dal grande Leonardo Da Vinci. Nel suo codice atlantico redatto tra il 1493 e il 94 troviamo annotazioni e disegni sull'orologeria.

leonardo

Nel 1583 la storia dell'orologeria incontra un genio di 19 anni che osserva le oscillazioni di una lampada del battistero della cattedrale di Pisa: è Galileo Galilei. Egli aveva scoperto l'isocronismo del pendolo, ossia che il tempo impiegato da un pendolo ad effettuare un'oscillazione non varia con l'ampiezza delle oscillazioni, ma con la lunghezza del pendolo.

L'applicazione del pendolo all'orologeria fece sì che negli anni successivi l'errore medio di un orologio di buona fattura fu ridotto da 15 minuti al giorno a soli 10 secondi !

galileo

Il padre della cronometria moderna può essere considerato Christiaan Huygens, Olandese, che operò nel 1658 approffonditi studi pratici, lasciando preziosi documenti scritti sull'applicazione del pendolo come regolatore del movimento. Successivamente nel 1675 egli applicherà per primo la spirale al bilanciere.

200px-christiaan_huygens

Verso la metà del secolo dei lumi (1750)assistiamo alla fioritura di numerosissimi testi di orologeria, la maggior parte dei quali è realizzata in Francia.

 

Nel 1767 l'inglese John Harrison pubblica un importante testo sugli studi che gli hanno consentito di realizzare l'orologio con il quale viene risolto il problema della ricerca della longitudine in mare.

Egli scrisse queste parole sul suo orologio:

" Credo di poter dire con orgoglio che al mondo non esiste un altro oggetto meccanico o matematico con una struttura più bella e singolare di questo mio orologio per misurare la longitudine"

La storia della longitudine è estremamente affascinante ed è stata resa nota al mondo intero dal famoso libro di Dava Sobel intitolato appunto "Longitudine".

Eccone un breve sunto:

"Nel 1714 il Parlamento inglese offrì una ricompensa di ventimila sterline in oro (l'equivalente di 10 milioni di euro) a chi avesse scoperto come determinare la longitudine di una nave nell'oceano. Astronomi famosi come Galileo, Cassini, Huygens, Newuton e Halley avevano cercato invano in passato una soluzione rivolgendosi alla luna e alle stella. La posta in palio stimolò altri ad avanzare proposte. Fu un orologiaio autodidatta, l'Inglese John harrison a trovare la soluzione: bastava che ogni nave fosse equipaggiata con un cronometro (orologio molto preciso) in grado di segnare sempre l'ora "esatta", quella di Londra, e un semplice confronto con l'ora locale avrebbe istantaneamente fornito la longitudine della nave. Egli costrui' e perfezionò quell'orologio cronometro."

 

harrison

Dal 1700 fin ai giorni nostri il cuore dell'orologeria meccanica mondiale è situata nel centro Europa con alcune esperienza di grande interessi formatesi in Inghilterra.

 

Ricordiamo tra tutti coloro che hanno contribuito allo sviluppo dell'orologeria meccanica il genio dei geni:

Abraham-Louis Breguet, nato nel 1747 a Neuchatel (Svizzera). Egli ha inventato tutto quello che era possibile creare su un orologio meccanico e le sue innovazioni caratterizzano ancora i nostri moderni orologi da polso meccanici.

Orologio a carica automatica, suoneria su gong a molla, il tourbillon, il calenedario perpetuo, il bilanciere a compensazione, la sospenzione antiurto del bilanciere ecc.ecc.

breguet

 

L'Italia, dopo un passato pioneristico, abbandona la produzione e diviene quasi esclusivamente un luogo di culto dell'orologeria meccanica. Non dimentichiamoci infatti che siamo ai posti più alti nella graduatoria mondiale per consumo di orologi meccanici di prestigio !

 

Ci preme rilevare, a conclusione di queste brevi note storiche, che l'orologio meccanico, che affascina  migliaia di appassionati e collezionisti in tutto il mondo rappresenta la forma più evoluta di macchina ecologica: nessuna sostanza inquinante s'aggira tra i suoi ingranaggi, nessuna emissione radioattiva o elettromagnetica può essergli imputata. 

Questi congegni sono in grado di funzionare 80/90 anni, 24 ore su 24, con pochissime esigenze di manutenzione.

 

Nessun altro motore può sostenere prestazioni analoghe !

 

 

                                                                                                                                                             
 
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