Arte del tempo

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OROLOGIAI ITALIANI DAL 1300 AI GIORNI NOSTRI.

 

In questa sezione tenteremo un esperienza storica ambiziosa, ma estremamente affascinante.

 

Pubblicheremo l'elenco degli orologiai esclusivamente italiani che a partire dal 1300 e fino ai giorni nostri hanno dato un contributo tecnico e pratico di rilievo allo sviluppo dell'orologeria.

 

In tal modo tenteremo di dimostrare che anche l'italia ha contribuito in maniere determinante allo sviluppo di quest' arte. L'elenco parte dagli albori della storia delle macchine del tempo per giungere attraverso i secoli fino ai giorni nostri.

Ringrazio fin d'ora tutti coloro che contribuiranno con segnalazioni ed eventuali correzioni alla stesura di questo lungo sentiero storico e rimando i ringraziamenti ( e saranno tanti) al momento in cui potremo dire la parola fine ( si potrà mai dire fine ?) a questo lavoro di ricostruzione che molto umilmente vorremmo intraprenedere insieme a voi. Ovviamente dovrete avere la pazienza di seguirci nel tempo perchè l'elenco crescerà mese dopo mese.....ma d'altra parte chi se non coloro che possiedono l'hobby dell'orologeria possono affinare la loro pazienza ?

Grazie fin d'ora a tutti coloro che leggeranno e parteciperanno.

 

La traccia della storia dell'orologeria italiana prende avvio dal grande lavoro svolto da Francesco Cancellieri che nel 1806 scriveva:

 

" ho prodotto la descrizione di tanti orologi che dimostrano abbastanza, quanto gl'italiani siansi distinti anche in questo, senza aver motivo d'invidiare le altre Nazioni"...

 

 

Il professor Enrico Morpurgo ha poi sviluppato in collaborazione con Edizioni La Clessidra nel 1950 un approffondito lavoro di ricerca che ha ridato vita a tanti illustri orologiai che giacevano ormai nell'oblio della storia. A loro per primi và il nostro grazie per avere svolto un opera di ricerca che non aveva nessun precedente bibliografico.

 

All'Italia si è sempre riconosciuto un ruolo marginale nella storia dell'orologeria in cui fanno da protagonisti i colossi Svizzeri, Inglesi e Tedeschi.

Ma lasciamo parlare i fatti e ognuno trarrà il giusto giudizio....sappiate comunque che gran parte degli storici attribuiscono la nascita dei primi orologi meccanici proprio per opera di mani italiane e che dal 1300 al 1700 è l'italia a fare da scuola di orologeria a tutt'Europa ! Non ci meritiamo quindi anche noi il nostro spazio di gloria nella STORIA DELLA MACCHINE DEL TEMPO ?

 

STORIA CRONOLOGICA DEGLI  OROLOGIAI ITALIANI.

 

 

"Sconvolgano gli Dei quell'uomo che per primo capì come distinguere le ore ! Sconvolgano anche colui che ha installato una meridiana in questo posto per tagliare e rompere disgraziatamente i miei giorni in piccoli pezzi !"

PLAUTO (22 A.C.)

 

1.300

 

 

E' un dato certo che i misuratori del tempo esistenti in Italia prima del 1280 si basavano tutti sul principio della clessidra, anche se venivano spesso complicati con elaboarzioni astronomiche o con suonerie. La prima descrizione di un orologio meccanico appare in italia nella "Divina Commedia" di Dante Alighieri (Par.X 139-146, Par. XXIV 13-15).

"Indi come horologio che ne chiami

Ne l'hora, che la sposa di Dio surge

A matinar lo sposo, perchè l'ami;

Che l'una parte e l'altra tira e urge

Tin tin sonando con sì dolce nota."

 

"Et come cerchi in tempra d'horiuoli

Si giran sì; chè il primo a chi pon mente

Quieto pare, e l'ultimo che voli." 

 

I due passi saranno stati scritti tra il 1315 e il 1318, ma l'azione si svolge nella primavera del 1300. L'orologio che il poeta descrive come una cosa nota è una sveglia conventuale di 10X15 cm. all'incirca fornite di varie ruote regolate da un bilanciere anulare. Le ore venivano lette su un quadrante che faceva un evoluzione in 12 ore. Un indice fisso posto in alto segnava l'ora.

Non si sà a chi sia appartenuto quell'oggetto ne chi sia stato il suo costruttore.

Il primo orologio meccanico pubblico realizzato in Italia risale al 1309 e fu costruito a S.Eustorgio, a Milano. Nel 1572 frate Claudio, dell'ordine dei Predicatori, si occupò della sua rimessa a nuovo.

Nel 1334 Mondino da Cremona, orefice in Venezia, terminò la costruzione di un complicatissimo orologio per la cui costruzione dedicò l'intero arco della sua vita. Lo vendette poi per 400 ducati al re di Cipro.

Guglielmo Zelandino , milanese, è la prima figura mitica dell'orologeria italiana. C'è chi lo vuole artefice dell'orologio posto nel 1335 sul campanile della chiesa di S. Gottardo a Milano e chi gli attribuisce la realizzazione di un orologio che fu poi donato a Carlo V nel 1530 nella sua incoronazione a Bologna.

Nel 1343 Giovanni  degli Organi nativo di Modena, costruisce per il duomo della sua città un orologio. Il prestigio ottenuto con questa opera le consente di divenire ingegnere al soldo di Giovanni Visconti e della città di Milano. Nel 1354 ebbe l'incarico di costruire per la torre di San Lorenzo a Genova un orologio che viene poi curato da Ambrogio da Milano e dal figlio di quest'ultimo che svolgeranno le consegne di moderatori fino al 1357.(così venivano chiamati coloro che si occupavano della regolazione e del funzionamento dei grandi orologi da torre).

Antonio da Padova realizzò nel 1344, con grande abilità', l'orologio che Jacopo Dondi concepì per la torre del palazzo pubblico di Padova.

Il 31 marzo 1347 Giovanni da San Vincenzo consegnò alla città di Monza l'orologio destinato al campanile del duomo.

Nel 1354 Nicolò Berardi di Firenze ricevette il compenso di 300 fiorini d'oro per avere costruito il primo orologio pubblico della città, nella torre di Palazzo Vecchio. L'insolito lavoro impressionò e interessò enormemente i fiorentini al punto che la strada dove v'era la bottega dell'orologiaio venne poi chiamata via "dell'oriuolo".Nel 1360 Bartolomeo Guidi pose sulla torre del Mangia, a Siena , un orologio con automa che batteva le ore.

Nel 1364 viene terminato il capolavoro dell'orlogeria europea (dell'epoca). A costruirlo fù Giovanni Dondi, figlio di Iacopo, nato nel 1318. Si trattava del famoso ASTRARIO che così descriveva Philippe di Mezierez, consigliere di Carlo V: "Questo maestro ha fatto in sua vita grandi e celebri cose....Tra questa ha fatto un grande stromento da lui chiamato sfera o orologio del moto del sole, in cui sono tutti i movimenti delle costellazioni e dei pianeti, co' loro cerchi, epicicli e distanze, con moltiplicazioni di ruote senza numero, con tutte le lore parti, e ciascun pianeta nella detta sfera ha il suo particolare movimento. E questa sfera è fatta sì ingegnosamente che tuttoo il  moto di essa è regolato da un sol contrappes."

La realizzazione di questo orologio richiese 16 anni di lavoro e circa 2000 pezzi. L'orologio era contenuto in una cassa settagona a due ripiani. Aveva sette quadranti. L'altezza era di circa 85 cm. e il diametro della larghezza era di circa 70 cm. Nel 1381 Gian Galeazzo Visconti acquistò lo strumento e lo collocò nella sua biblioteca a Pavia. L'imperatore Carlo V, giunto in Italia, nel 1530 per la sua incoronazione, lo vide e espresse il desiderio di entrarne in possesso, ma da tempo era guasto e nessuno risultò in grado di ripristinarlo.Giannello Torriano ne realizzò una copia che inviò al re in Spagna. Sia l'originale che la copia andarono poi distrutti nelle turbolenze delle guerre che sconvolsero gli anni a seguire. Restano a testimoniare il genio e il capolavoro alcune copie dell"ASTRARIO" un manuale di orologeria, il primo trattato del genere della storia, che Giovanni Dondi scrisse nel 1364. In quest'opera il maestro oltre a descrivere il suo capolavoro e offrirne indicazioni per la manutenzione, insegna come costruire i singoli pezzi e come adattarli all'orologio. Giovanni morì nel 1389 a Genova, lasciando ai figli 12.647 ducati d'oro. La città di Padove gli eresse un monumento al Prato della valle, con l'intenzione di onorare anche il padre Jacopo.

Nel 1378 Faccio Pisano costruì e mise in opera il primo orologio pubblico della città di Vicenza, sulla Torre maggiore. Nel 1399 Bartolomeo di Giovanni detto il Fortuna da corneto, assume l'incarico di condurre a termine l'orologio pubblico di Siena. L'opera venne ultimata in breve tempo con grande soddisfazione del comune di Siena.

 

1.400

 

Filippo Brunelleschi (1377-1446) ,prima di dedicarsi all'architettura, approffondì gli studi nella meccancia d'orologeria, realizzando pregevoli "oriuoli". Il Manetti sostiene che furono proprio questi studi che consentirono al Brunelleschi di progettare le macchine per la realizzazione della cupola di S. Maria del Fiore a Firenze la cui costruzione gli conferì fama e prestigio immortali. il Manetti scrive testualmente:"...Ed essendosi dilettato pel passato e fatto alcuno oriuolo e destatoio, dove sono varie e diverse generazioni di molle e da varie moltitudini di ingegni multipilcate, chè tutte o la maggior parte aveva vedute, gli dettono grandissimo aiuto al poter immaginare diverse macchine da portare e da levare e da tirare..."

Un episodio curioso viene riportato nella storia della citta di Ferrara, nel 1402, dove un orologiaio di cui si cita solo il nome tale Corrado, ricevette l'incarico di costruire un nuovo e sontuoso orologio per il palazzo dei marchesi. L'orologio doveva essere simile a quello di Piacenza, e cioè far comparire un angelo che suona la tromba, far fare un'evoluzione a una stella- simbolo preferito degli estensi- e doveva infine dar moto a un corteo e ad altri automatismi. Corrado, trovandosi di fronte ad un lavoro di molto superiore alle sue forze, non volendo confessare la sua incapacità nella realizzazione di tale opera, fuggì da Ferrara di nascosto !

Nel 1421 Marchionne Toschi, da Brescello, ricevette formale incarico di costruire l'orologio della torre di Parma. In un solo anno l'orologio venne costruito e messo in opera. Nel 1443 lo stesso Toschi aggiunse all'orologio l'angelo che esce dal tabernacolo e suona la tromba. 

Leonardo da Vinci (1452-1519)partecipò anch'egli, in qualche modo, alla gloria dell'orologeria meccanica: fra i suoi disegni, accompagnati da stringate note, si possono scoprire ingegnose idee da applicare all'orologeria. In seguito agli approffonditi studi che furono eseguiti sui suoi codici risultò che fù lui a scoprire la macchina automatica per la fabbricazione delle lime e l'affilatrice. Leonardo lavorò inoltre alla profiliatura delle ruote dentate e da alcuni disegni si può certamente affermarè che intuì l'applicazione del pendolo come regolatore del moto. Riportiamo di seguito una simpatica descrizione della sua sveglia ad acqua:"...Questo è un orologio da essere usato da li avari spenditori di tempo e fà così: quando la tramoggia dell'acqua à versato ine ricipiente tanta acqua, quanto è nell'oposita bilancia, la detta oposita bilancia nello alzarsi, versa la sua acqua nel primo recipiente, el quale radopiandosi di peso, leva con furia i piedi del dormiente il quale si desta e ffa il suo bisogno...".

Leonardo disegnò pure un barilotto contenente una molla collegato ad un conoide con la quale anticipò le basi per la costruzione di orologi trasportabili. Risulta inoltre essere opera sua il disegno dell'orologio di Chiaravalle, che fu poi costruito da altri.

Nell'anno 1444 , nel comune di Bologna

Bartolomeo di Gnudolo, insieme a

Giovanni Evangelista da Piacenza, iniziarono la costruzione del grande orologio del palazzo comunale:il quadrante, per suggerimento del cardinale Bessarione doveva rappresentare l'univarso secondo il concetto di Filolao di Taranto, cioè "un fuoco centrale intorno a cui ruotassero il sole, la luna , la terra e i pianeti e la volta siderae". L'orologio venne dotato di automi, i quattro evangelisti e 2 angeli. Fu inserita anche una madonna con il bambino che non si muoveva. Un angelo compariva allo scoccare dell'ora e suonava la tromba. Poi comparivano le figura dei re magi che compivano un giro. Terminato il giro dei magi si sentiva battere l'ora. In cima alla torre fu posizionata la campana protetta da un tetto. L'orologio richiese sette anni di lavoro, ed entrò in funzione nel 1451. E' interessante rilevare che questo orologio fu il primo ad essere costruito con il cosidetto fuoco centrale e fu, forse involontariamente precursore della concezione copernicana dell'universo (il sole al centro dell'universo). Negli anni successivi questo orologio fu danneggiato e parzialemnte distrutto da un incendio, venne ricostruito e poi rimaneggiato più volte con continue semplificazioni che lo hanno portato all'austera immagine attuale.

 

1.500

 

Nel 1505 Guido Pietro da Mantova divenne l'orologiaio della corte dei Gonzaga e costruì per loro dei pregevoli piccoli orologi da collo. Documenti storici attestano che Isabella Gonzaga ne portava uno e ricorreva spesso a lui per farsi sistemare il suo "horologeto". Non esiste traccia storica, in Europa, di manufatti d'orologeria da persona così miniaturizzati. Che sia stata Mantova la culla dell'orologio da persona ? Nel 1547, sempre a Mantova, venne pubblicato l'opuscolo " Della dichiaratione de l'Horologio di Mantova" contenente, tra l'altro, una bella incisione di un quadrante da orologio.

Si tratta della più vecchia pubblicazione sull'orologeria. Durante tutto il secolo si susseguono realizzazioni prestigiose di orologi nelle città di Arezzo, Rimini, Roma, Guastalla ,Sassari, Salerno, Cremona, Ferrara, Ancona. La prodigiosa e laboriaosa creatività degli artigiani orologiai italiani non conosce sosta. Il secolo si chiude con una bella pubblicazione, avvenuta nel 1588 di un volume dal titolo " Le diverse e artificiose macchine del capitano Augustino Ramelli" . Egli era un ingegnere di nazionalità italiana, vissuto a Parigi e in Polonia. Il testo è in francese e Italiano e contiene bellissime illustrazioni di automi con particolare riguardo agli uccelli canori. Egli fù ideatore di alcuni congegni che vennero poi usati nel campo dell'orologeria.

Giannello Torriano da Cremona è certamente una delle figure più rappresentative dell'orologeria italiana del 500. Nato da famiglia poverissima all'inzio del secolo, imparò in maniera autodidatta a costruire marchingegni senza sapere nel leggere ne scrivere. Venne istruito da Giorgio Fondulo che lo prese a benvolere.Quando Carlo V, dopo la sua incoronazione a Bologna, passando per Pavia vide l'astrario di Giovanni De Dondi espresse il desiderio di vederlo ripristinato. Il governatore di Milano, don Ferdinando Gonzaga presentò all'imperatore il giovane Torriano che si assunse l'impegno di realizzarne una copia identica. L'imperatore provò profonda stima e simpatia per il giovane orologiaio e lo volle con sè in Spagna presso la sua corte. Il Torriano seguì il grande imperatore anche quando questi nel 1555 abdicò e continuò a stupirlo con le sue creazioni di automi e orologi.

 

1.600

 

 

E' questo il secolo che vede l'avvento del grande  Galileo Galilei (1564-1642). Eglì scopri nel 1595 l'isocronismo del pendolo, ma fù solo nel 1637 che in una sua lettera scritta a Lorenzo Real, ammiraglio della compagnia olandese, il 5 Giugno 1637 cita testualmente :"...e siccome la fallacia degli oriuoli consiste principalmente nel non s'essere fin qui potuto fabbricare quello, che noi chiamiamo il tempo dell'orologio, tanto aggiustamente, che faccia le sue vibrazioni uguali, così in questo mio pendolo semplicissimo, e non soggetto ad alterazione alcuna, si contiene il modo di mantenere sempre egualissime le misure del tempo..." La disputa che segui con l'olandese Huygens su chi fu' esattamente l'inventore del pendolo venne poi oscurata ad opera dell'inqusizione negli anni bui che seguirono. Fu il figlio di Galileo, Vincenzo Galilei che nel 1649 costruì il modello di orologio a pendolo ideato dal padre.

Giuseppe da Capriglia , padre capuccino, pubblicò nel 1665 a Padova il primo trattato di orolgeria meccanica intitolato "Misura del tempo cioè d'Horologij da ruota di tre ordini : Rustico(da campanile) Pulito (da camera) e Lustro (da petto) dove con regole facile e certe s'insegnerà a fabbricarli di nuovo". L'opera si compone di 72 pagine e 23 tavole in silografia con originale nomenclatura italiana data alle varie parti.

 

 

1.700

 

Cristoforo Agostini, sacerdote di Pesaro, durante il suo soggiorno a Roma nei, primi anni del 700, studiò l'arte dell'orologeria e arrivò a progettare insieme ad un artista di Liegi una complicazione per realizzare orologi a ripetizione. Questo suo progetto passò poi in mano ad un orologiaio Inglese......e pochi anni dopo comparvero a Londra i primi orologi a ripetizione realizzati secondo il progetto messo a punto dall'Agostini ! Ma la gloria fu solo ed esclusivamente per gli orologiai inglesi...(fonte storica Enrico Morpurgo).

 

 

Luigi Valadier costruì a Roma nel 1774 un originale orologio a cicloide entro una riproduzione della colonna Traiana da lui cesellata. Il movimento dell'orologio liberava ogni minuto una pallina che discendeva all'interno della colonna saltellando per 185 gradini. Le palline erano vuote ed essendo varie di toni emetteva curiosi suoni.

 

Andrea Tenca ,intreprendente orologio milanese, tento' invano di avviare una fabbrica di orologi nella sua città, ma poi sii rivolse al duca Ercole III per sviluppare questa sua iniziativa a Modena, dimostrando nella sua relazione di presentazione che avrebbe potuto dare lavoro a 100 operai. Il duca promise il suo appoggio all'iniziativa, ma purtroppo l'idea del Tenca non potè svilupparsi perchè pur avendo l'avvallo del Duca non trovò istituti di credito disposti a finanziare la sua idea !

 

 

1.800

 

Giuseppe Zamboni, illustre professore di fisica al liceo di Verona, si dedicò con successo alla realizzazione di quello che può essere certamente definito il primo orologio elettronico della storia ! Scoprì una pila  a secco a cui diede il suo nome e nel 1815 realizzò un orologio che chiamò PERPETUO. Tra due delle sue pile poste a circa 3 cm. di distanza una dall'altra era sospeso un pendolo il cui capo superiore era formato da un palla di ottone che veniva alternativamente attratta e respinta dalle estremità superiori delle pile. L'oscillazione che si generava durava esattamente un secondo. Il moto era regolarissimo e le batterie avevano una durata molto superiore a quelle attuali.

 

 

Pasquale Andervalt , nato a Udine nel 1806 si trasferì a Trieste dove divenne un famoso ingegnere costruttore di parafulmini. Egli concepì e realizzò diversi orologi alimentati dalle variazioni di pressione barometriche. Uno di questi orologi venne collocato in una piazza Vienna e lì rimase in funzione per vari anni.

 

Innocenzo Golfarelli di Forlì, appassionato cultore dell'arte orologiaria, studioso della sua storia, divenne nel 1872 direttore delle officine Galileo a Firenze. Fece un viaggio in Svizzera per acquisire maggiori conoscenze sulle scuole di orologeria e tornato in Italia, nel 1878 ne fondò una. Presentò i suoi orologi a Ginevra dove ottenne due diplomi di eccellenza.Nel 1881 ottenne all'Esposizione di Elettricità di Parigi la medaglia d'oro. Scrisse numerosi e importanti testi di orologeria ancora conservati nella scuola di orologeria a Roma.

 

Marcello Coli ,di Bologna, è stato uno degli ultimi maestri d'orologeria della prestigosa scuola bolognese. Nel 1860 cercò di dare vita ad una fabbrica di orologi a pendolo che però non potè affermarsi per la spietata concorrenza delle fabbriche del centro Europa. Nel 1887 terminò la costruzione di un meraviglioso orologio con pseudo moto perpetuo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                             
 
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